Siamo tutti trumpisti!

Insomma, Trump ha fatto fuori ben 16 candidati repubblicani e anche la Clinton, già data per vincente

È bastata questa semplice frase a commento di un post su Facebook per far scatenare la classica tempesta nel piccolo bicchiere d’acqua. Sono passato da “leghista senza ritegno” a “grillino senza dignità”, da “antieuropeista” a “servo delle lobby”, da “bigotto reazionario” a “traditore del sogno sociale”, da “berlusconiano amico di Putin” (ma che c’entra???) ad “aspirante adepto del Tea Party” (io, che vado a latte e biscotti). La migliore poi me l’ha garbatamente scritta un amico giornalista: “trumpiano con recondite meschine aspirazioni”. Manco fossi in lizza per diventare segretario di Stato o direttore della Cia! Come se l’elezione di Trump fosse collimata per un mio personale interesse o per mia causa seppur indiretta.

Al nette dei discorsi è inutile girarci intorno. Gli americani si sono riscoperti un po italiani nello scegliere tra il peggio e il meno peggio e sicuramente a noi, abituati da sempre in questa scelta tra padella e brace, questa cosa proprio non va giù. Non ci va giù che Trump abbia i codici dell’arsenale nucleare, scambiato da qualcuno come fossero le chiavi del garage. Non va giù che sia stato eletto Trump nonostante la Clinton abbia avuto più voti, abituati come siamo a non avere governi eletti direttamente. Non ci va giù che sia un miliardario in affari con le lobby a governare una nazionale quando quotidianamente abbiamo politici locali in affari con la mafia. Non ci va giù l’atteggiamento da despota verso i grandi industriali, che si ripercuoterebbero sugli operai, obbligando la produzione negli States quando per anni anni noi in Italia abbiamo foraggiato imprese private con aiuti di Stato per poi vederle andare all’estero ben pasciute o dopo averle rese appetibili per le multinazionali straniere.

Non ci va giù che il motto “make America great again” (rendere l’America ancora grande) non sia mai stato usato dai nostri politici, sempre attenti a non cadere nello sciovinismo nazionalista preferendo rendere grandi (e ricchi) loro stessi e la loro corrente politica. E per finire, non ci va giù che sia diventato presidente un volgare sessista che maltratta le donne e le minoranze etniche!! E lo affermiamo dal nostro personalissimo podio di moralità mentre ne sfregiamo qualcuna o le diamo fuoco magari dopo averle ingiuriate sui social oppure quando ci indigniamo perché degli extracomunitari sono in un hotel di Sondrio (Lombardia) mentre a Amatrice (Lazio) la gente sta nelle tende.

Inutile girarci intorno: siamo tutti un po trumpisti nel profondo oscuro di noi. Solo che, ammantati di moralità come una perenne maschera carnevalesca, ci secca ammetterlo.

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