Dal male al peggio.

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Eravamo rimasti alle disavventure della sindaca di Roma Virginia Raggi. Nel precedente mio articolo auspicavo e speravo che, dopo il caso Marra e Muraro, la sindaca tirasse fuori gli attributi smettendola di essere il pagliaccetto di Grillo e Co. Speranza vana.
Non solo Virgina ha chinato la testa, accettando supinamente ciò che il direttorio grillesco propone, ma continua a fare brutte figure come lo spoglio albero di natale adducendo come scusa il risparmio a tutti i costi prestando il fianco alle sonore pernacchie dei romani e per ultimo l’ordinanza di vietare i botti di capodanno subito ribaltata dal Tar. E sorvolo sulla bocciatura di bilancio da parte dei revisori, perché anche qui in puro spirito partitocratico si è detto che la colpa era degli “altri”: di Alemanno e di Marino. la realtà è che non gliene va bene una e continua a indebolirsi sempre più, mentre chi dovrebbe toglierle le castagne dal fuoco preferisce trincerarsi dietro una cortina fumogena. Effettivamente a fare i leoni da tastiera sparando proclami da un blog siamo bravi tutti, ma quando invece abbiamo la responsabilità di governare chi sisemina populismo parlando esclusivamente diretti alla pancia dei cittadini si trova in netta difficoltà quando ha a che fare con leggi, decreti, cavilli, commi e ordinanze. Il pericolo maggiore per gli amministratori sindaci del Movimento 5 Stelle è il Movimento 5 Stelle stesso! Sono finiti i tempi del #ciaone figurarsi quelli dell’apriscatole in parlamento! Se il Movimento 5 Stelle non trova un altra figura autoritaria come quella di Casaleggio, finirà per implodere su se stesso per l’icapacità di gestiomne dei vari meetup e per le continue lotte intestine che in confronto quelle del PD sembrano partite di burraco. A questo punto voglio essere ben chiaro e ribadire il mio pensiero: la Raggi dovrebbe diventare una via di mezzo tra la scheggia Pizzarotti e il progressista Nogarin; un Appendino con molti più peli sullo stomaco insomma, e per farlo deve liberarsi delle pastoie dei burattinai del direttorio. 

In tutto questo bailamme gli unici che stanno godendo come ricci sono quelli del PD che non perdono occasione per rinfacciare ai pentastellati l’assoluta incapacità di governo accentuando al cubo tutti gli errori e le fregnacce che solo dei dilettanti allo sbaraglio possono commettere. Hanno ragione, ma solo a seconda dei punti di vista, perché sempre per ciò che riguarda Roma non hanno fatto una gran bella figura con il “loro” sindaco Marino. Anzi, se vogliamo dirla tutta, non hanno fatto una gran bella figura in generale per ciò che ha prodotto il governo Renzi in mille giorni: la pesantissima sconfitta per la revisione costituzionale, l’Italicum che è una porcata più vergognosa del Porcellum e che adesso tutti -o quasi- vogliono cambiare, il fallimento della legge 107 che ha visto docenti e studenti uniti contro la “buona scuola”, il bonus di 80€ che di fatto non cambia la vita a chi ha un reddito dichiarato di soli 8.150€ annui, il bonus di 500€ per i 18enni che si vedono però aumentare le tasse universitarie, il rigetto da parte della Consulta di Stato per la riforma della pubblica amministrazione e per finire il gioiellino JobsAct che ha incrementato in maniera esponenziale l’uso dei famigerati voucher passati da 500mila a 160milioni. Dice Alessandro Robecchi in proposito:
Niente male per chi diceva di aver “abolito il precariato”, e nemmeno gli veniva da ridere mentre registrava un videomessaggio in cui diceva che non pensava alla Thatcher, ma a Marta, a Giuseppe e alle loro vite da Co.co.co… Era una retorica buona fino al 4 dicembre, quando alcune centinaia di migliaia di Marte e Giuseppi, passati da Co.co.co a vaucheristi, gli hanno fatto – non precariamente – il gesto dell’ombrello.”
Ecco perché adesso tutti vogliono eliminare questo fulcro del JobsAct, anche a costo di ricorrere a un altro possibile referendum che però avrebbe effetti devastanti sulla corrente renziana del partitone. Ecco perché tutti, quelli lesti a salire sul carro del vincitore, siano anche i più lesti a scenderne prima che il gallo canti tre volte.
“La precipitazione con cui si sta buttando a mare il vecchio carico mi pare sospetta … c’è molta merce avariata in giro, molto materiale fuori uso che passa per nuovo” profetizzava il buon Norberto Bobbio dopo svolta della bolognina e la nascita del PdS dalle ceneri del PCI. Cambiano i tempi, cambiano le persone ma i modi…quelli sono sempre i soliti.

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