Raggi della morte

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Se governare l’italia è difficile, governare Roma è praticamente impossibile. Se ne sono accorti i Cinque Stelle che hanno scoperto di avere tutti i vizi e i difetti dei vecchi partiti senza avere la necessaria lucidità e obiettività nel saper governare. I grillini mancano di esperienza? Si, forse ma ormai è una scusa che non regge più. Grillo deve ammettere che governeare non è come stare nelle piazze urlando alla gente vaffanculo che poi alla fine diventano micidiali boomerang e deve ammettere la propria incapacità non avendo permesso la crescita di un consiglio ristretto con potere decisionale autonomo. Questa è la gravissima mancanza di ogni uomo che in politica si atteggia a semi-dio attigendo nettare d’ambrosia dalla surrogata corte di yes-man buoni solo a mantenersi un posto all’ombra del capo. E’ successo così a Berlusconi con il cerchio magico, è successo a Renzi con il giglio magico, è successo anche a Grillo che di magico purtroppo non ha nessuno se non imberbe figure avide di ribalta mediatica che politicamente valgono uno sputo per il semplice fatto di non aver saputo gestire situazioni come Parma, Livorno e la stessa Roma. Anzi, il controllo della capitale è stato il tallone d’achille del Movimento che in tutto questo tempo ha fatto di tutto fuorché governare la Città Eterna. L’ennesimo rospo che Grillo ha dovuto ingoiare è stato l’arresto di Marra, personaggio di dubbia fama fortemente voluto alla corte dei propri fedelissimi della sindaca Raggi. Si badi bene, non è per l’appartamento Enasarco ai Prati da 267mila euro ma per quella cafonaggine tutta capitolina di intrecci tra palazzinari e potere che non è mai venuta meno di parenti assunti alle partecipate, case vista colosseo, pranzi a base di aragoste e via e via che adesso hanno infettato il Movimento pentastellato.

La Raggi dopo un guerra fraticida tra correnti (perché in tutti i partiti esistono le correnti, è inutile negarlo!) ha confermato persone garantendo per loro e per la loro competenza, mettendoci la faccia replicando all’autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone,  circa la propria responsabilità anche sulla delibera con cui suo fratello, Renato Marra, veniva collocato a capo della direzione turismo. Più Cantone e la giustizia le pezze al culo del Movimento sono state mostrate nel comportamento, appunto, che ha portato allo scontro con “l’aneme de Roma” rappresentate dalla Lombardi e dalla Taverna convinta di avere dalla sua il direttorio guidato da Di maio che però esiste solo sulla carta e non nella realtà dei fatti. A questo punto della storia, con la giustizia che ha falcidiato anche l’ultimo fedelissimo e con un Grillo sempre più imbestialito, la Raggi dovrebbe avere la decenza di dimettersi rimettendo il mandato. Ma non può.
E’ ormai rimasta stritolata dall’ingranaggio amalgamandosi con esso come ormai succede a quei grillini che dalle piazze si ritrovano nelle stanze dei bottoni e che, come miseri piccoli dottor Stranamore, impazziscono per la gravosa responsabilità di essere entrati in un meccanismo -appunto- più grande e complesso di quel che credevano. A questo punto la sindaca Raggi ha un solo modo per uscire dall’ingranaggio in cui è rimasta invischiata: trasformarsi in un Pizzarotti romano oppure in un redidivo Marino entrando in rotta di collissione con i conque stelle. Come ho detto, i tempi dell’«uno vale uno» sono finiti ed è lei che siede in Campidoglio e che i romani hanno scelto. Oppure dimettersi, senza attenuanti e scomparire dalla vita politica per sempre.

Non è una novità che dopo le selezioni della classe dirigente a là Berlusconì, le figurine di Walter Veltroni, la teoria dei partiti liquidi ridotti a comitati elettorali, i cinque minuti di celebrità alla Leopolda, i “vaffanculo” di piazza, le primarie sempre e comunque come metodo di selezione che possono generare ingestibili mostri, alla gente sia tornata voglia di prima repubblica. Corrotti forse, capibanda forse, signori delle tessere forse, ma almeno con un briciolo di finta dignità morale anziché di genuina dannosa incompetenza

 

 

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