I punti salienti

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Purtroppo si trovano giornalisti e testate talmente schierati che non sappiamo quando finisce la piaggeria propagandistica di regime e comincia il vero giornalismo. Ed è un peccato, perché tanti oltre al titolo guardano anche le immagini e poco più, un paese di analfabeti funzionali, pigri e poco curiosi va accompagnato per mano, non abbandonato nella giungla della disinformazioni e degli hashtag. Ci propongono di cambiare la Costituzione come se fosse una vecchia auto da sostituire con il modello nuovo, finanziamento da pagare compreso!
Dopo 70 anni di aggiustamenti vari dovuti all’evolversi delle necessità di questa nostra Italia questa riforma, spacciata come ultima opportunità per il Paese, modificherà di botto 47 articoli della nostra Costituzione stravolgendo delle regole ormai di uso comune e promettendo (solo promettendo!) successivamente di modificarne altre, in maniera alquanto fumosa e indecifrabile. Perché qualunque cosa venga detta, a favore del No o del Si, ci si ritrova davanti a questa monolitica realtà: questa riforma costituzionale divide anziché unire! E’ bene ricordare ricordare che questo referendum è stato necessario perché la riforma è stata approvata da meno dei due terzi dei parlamentari. Troppi pochi. Siamo pur sempre una repubblica parlamentare per ora. Una ragione in più per dire NO.

I punti salienti sono sempre gli stessi dato che quelli del Si non riescono a confutarli…

Senato : I senatori non saranno eletti direttamente dai cittadini e non rappresenteranno i territori ma solo il partito. In che modo questi lacchè saranno eletti? Ancora non si sa! I nuovi senatori avranno il doppio incarico sicuramente facendo male l’uno e l’altro per sovraesposizione di responsabilità. Non riceveranno un soldo ma avranno un rimborso per le spese e l’immunità parlamentare. Noi persone comuni sappiamo benissimo che genere di scontrini si fanno rimborsare i politici…. e sappiamo benissimo che immunità vuol dire che NON potranno essere intercettati, perquisiti o arrestati senza il consenso del Senato. Una regalia non da poco per un secondo lavoro fatto una tantum. Potevano abolirlo, il Senato, invece che farlo diventare un surrogato di facciata. Sulla carta avrà pure competenza sui temi politici della UE, potrà revisionare la Costituzione, dovrebbe rappresentare gli enti locali e territoriali, eleggerà due giudici della Corte Costituzionale, potrà proporre modifiche alle leggi promulgate dalla Camera  e, come adesso, potrà votare per l’elezione del presidente della Repubblica. Solo sulla carta, però. Nella realtà i tempi ristretti (10, 15 o per talune cose anche 30 giorni) e il dovere verso il proprio mandato territoriale imposto loro dagli elettori renderanno vane tutte le cose sopra citate complicando l’attività dei consiglieri/sindaci/senatori e incrementando i conflitti fra Stato e regioni comuni e città metropolitane. La riforma che si prefigge di abolire il bicameralismo e snellire il sistema politico italiano, finisce solo per creare più confusione ed incertezza.

Riduzione dei costi : l’ennesimo bluff giacché la Ragioneria dello Stato, smentendo la Boschi e lo stesso Renzi, ha quantificato il risparmio in soli 58 milioni di euro anziché dei 500 vantati. Questa cifra a doppio zero, propagandata per circa 330 milioni di risparmio con l’abolizione delle province, è frutto di un artifizio contabile dal momento che le province sono già sparite con la legge Del Rio del 2014 senza aver prodotto risparmi evidenti. I restanti 170 milioni che mancherebbero nel computo dei 500, sarebbero i risparmi per lo Stato calcolati con la falcidia di 215 senatori anche se, come detto, i rimborsi resteranno e anzi saranno destinati ad aumenteranno con tutti questi consiglieri regionali e sindaci su e giù per l’Italia verso Roma. Sarebbe bastato tagliare anche gli onorevoli oltre che i senatori, avendo così una procedura più snella, ma gli onorevoli saranno eletti con l’Italicum…i senatori no.

Iter legislativo : I sostenitori del Sì affermano che un grande problema del nostro paese è la lentezza del procedimento legislativo. Eppure per la legge Fornero, per l’Italicum, per la Buona Scuola, per la Rai e per tutti quei decreti che consentono loro di aumentarsi lo stipendio non ci sono stati intoppi. Per dire, durante quest’ultima legislatura, il 97,8% delle leggi approvate ha ricevuto nessuna o una sola modifica da parte di Camera e Senato, anche per l’ampio impiego dei decreti legislativi. Come possiamo affermare, allora, che il problema dell’Italia risieda nella lentezza del procedimento? Semmai l’Italia ha bisogno di leggi scritte meglio, che velocizzino la burocrazia, e non di leggi alla gatta furiosa. Se pensiamo che persino la Camera avrà soli 70 giorni di tempo per votare i provvedimenti del governo si capisce meglio lo sbilanciamento autoritario del potere esecutivo a scapito di quello legislativo.

Sistema di governo : Dopo la Brexit, i muri nei paesi dell’est Europa, la vittoria dei conservatori di Trump, il problema dei migranti divenuto problematico addirittura nell’accogliente Germania, il progetto di riforma apporterà la fine di quel sistema di contrappesi conosciuto come “bicameralismo perfetto” virando verso un governo “alla turca” che, con una Camera fortemente piegata al servizio del Governo, rischia un domani di lasciare spazio a forze potenzialmente distruttive, razziste alla Salvini o populiste alla Grillo. Il nuovo sistema, che si poggerà sull’Italicum, regalerà un potere immenso a un’esigua minoranza rappresentativa dei cittadini. Basti pensare a ciò che è successo nella regione Emilia Romagna che si è ritrovata un presidente (PD in questo caso) votato solo dal 17% degli elettori: 9 emilio-romagnoli su 10 sono governati da qualcuno che non hanno eletto! Pensate adesso in grande e capirete perché questa riforma senza legittimazione popolare è da bocciare

Partecipazione : La riforma, accentrando il potere verso il governo, non agevolerà la partecipazione popolare alla vita del paese ma al contrario, avrà il (de)merito di allontanare sempre più i cittadini dalla “res publica” Eppure mentre dappertutto, nel mondo, tutto volge verso una democrazia partecipativa dal basso formata da una cittadinanza attiva e in pieno glocalismo (cioè realtà locali sempre più globalizzate), questa riforma limiterà la partecipazione politica dei cittadini e dei territori aumentando quel divario tra casta e sudditi. In maniera ulteriore l’innalzamento delle firme necessarie per proporre le leggi di iniziativa popolare (da 50mila a 150mila) e quelle per indire un referendum (oltre 800mila) saranno il viatico per una più grave sfiducia dei cittadini verso la politica con un maggiore astensionismo.

Conclusioni : La disinformazione propagandistica del governo che non è super partners ma direttamente coinvolto accrescendo le tensioni e inasprendo i toni del confronto, dimostra l’immaturità della politica italiana nell’affrontare i problemi di primaria necessità del nostro Paese. Perché la priorità è la ricostruzione dopo i terremoti, la mancanza di lavoro dovuto alla crisi economica, le alluvioni sempre più frequenti, la malasanità e i problemi della scuola. Perché il governo e il primo ministro delegato dovrebbero governare anziché andare in giro a fare spot pubblicitari paventando un pretestuoso immobilismo legislativo che loro stessi stanno alimentando con le comparsate in tv diventata ormai una terza Camera della Repubblica.

Per tutti questi motivi espressi #iovotoNO

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