La logica di chi dice NO

Stavo cercando qualche motivazione logica tra coloro a cui #bastaunsi #bastaunhashtag #bastaildisegninofigo #bastachecelochiedino a sostegno della riforma e finalmente l’ho trovato.

http://www.unita.tv/opinioni/12-motivi-per-il-si-refererendum/

Per essere sinceri lo ha trovato nella pagina di Orietta Basso Persano, una comune cittadina che la riforma l’ha letta, l’ha capita e ha ribattuto intelligentemente punto per punto motivando il suo NO in una maniera splendidamente semplice che voglio riportarlo integralmente:
Visto che, finalmente, ho trovato qualcuno che mi motiva il suo sì, ne approfitto per rispondere ai suoi motivi con i miei. Cerco di rispondere nel merito di ogni punto.

1) Voterò NO, non perché sono conservatrice o abbia paura dei cambiamenti, ma perché leggendo la riforma ho visto che limita la rappresentatività, se la riforma avesse uno spiraglio di miglioramento, sarei la prima ad essere d’accordo.

2) Come dicevo, ho letto la riforma e l’ho confrontata con la Costituzione vigente, sicuramente tanti di quelli che votano NO, lo faranno contro Renzi, ma non mi interessa. Io voto nel merito e non guardo chi e perché voterà come me.

3) Non è vero che ci sarà uno snellimento dei lavori parlamentari, si introducono molte altre modalità di iter legislativo e in ogni caso, la fretta è cattiva consigliera. Le leggi più obbrobriose sono state partorite in un amen.

4) Non è il compromesso che mi fa paura, temo la mancanza di controllo elettorale diretto su una parte del Parlamento. Vorrei ricordare che in altri paesi, dove il senato viene eletto in seconda istanza, i senatori hanno obbligo di mandato nei confronti dell’istituzione locale che rappresentano (vedi il Bundesrat in Germania), mentre qui non esiste nessun obbligo di mandato e non c’è controllo elettorale.

5) Nessuna melina tra legge elettorale e riforma costituzionale, si tratta di guardare un po’ più in là. La legge elettorale è strettamente legata alla Costituzione, proprio perché dalla Costituzione trae legittimità. Questa riforma costituzionale, se rimane in vigore l’italicum, dona alla camera un potere assoluto, senza contrappeso alcuno, su questioni importanti come la legge di bilancio e la fiducia al governo. Dato che la legge elettorale attuale ha un premio di maggioranza spropositato, si arriverebbe alla dittatura della minoranza.

6) Non è una questione di numero delle camere, la rappresentatività dei cittadini, ma la modalità con cui vengono composte. Con la riforma costituzionale una delle camere è costituita da amministratori locali part-time, nominati in seconda istanza e con la legge elettorale, l’altra camera è composta per lo più da nominati, ratificati con elezione diretta (ma sempre nominati) e con un premio di maggioranza troppo alto.

7) La famosa navetta! E’ successo in pochi casi che le leggi viaggiassero da una camera all’altra. In genere si trattava di leggi meritevoli di ampia discussione oppure di leggi minate da errori. Le leggi peggiori (quelle ad personam, per esempio) sono state varate in un batter d’occhio. Se si andasse a guardare le statistiche di produzione legislativa del nostro paese nel corso delle legislature, si vedrebbe che ne abbiamo varate tantissime, anche troppe.

8) Onestamente che JP Morgan, l’UE o quant’altro tema la nostra instabilità non mi interessa una cippa. Con la prima repubblica, instabile, con una legge elettorale proporzionale, abbiamo raggiunto traguardi incredibili: in vent’anni dalla fine della guerra siamo diventati una delle prime dieci potenze al mondo.

9) La maggior parte di chi voterà NO, non ha mai votato SI’ a nulla, visto che siamo semplici cittadini… se ci si riferisce ai parlamentari, essi sono una piccola percentuale e in ogni caso ognuno di noi ha le sue ragioni, che non possono essere assimilate tra loro.

10) Io sono a favore del bicameralismo perfetto, ma sarei anche disponibile a un cambiamento, purché non si esautori la cittadinanza dal controllo elettorale su una delle due camere. O si eleggono direttamente i senatori, oppure si mette l’obbligo di mandato.

11) Due anni fa, si è consumata una delle peggiori tragedie politiche del nostro paese e se ne è usciti rieleggendo il peggior presidente della nostra storia, perché gli ominicchi che si trovano in parlamento credevano di poter far mercato (e l’hanno fatto!) dei loro voti. Gli inghippi di questo genere sono da imputare alla pochezza dei politici, non certamente alle regole. La Costituzione sono le regole che ci si dà da sobri, per metterle in pratica quando siamo ubriachi, mica che da ubriachi decidiamo di cambiarle.

12) I Padri Costituenti parlano in effetti di MODIFICHE, non di stravolgimenti. Riformare un terzo della Costituzione è uno stravolgimento.

Credo sia da ammirare il modo semplice e genuino con cui Orietta (che ancora ringrazio) motiva la sua decisione di votare NO. Considerazioni spontanee e non artefatte da leopoldismi o neologie ammalianti. Chi vota NO ha la forza della semplicità.

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2 thoughts on “La logica di chi dice NO

  1. Grazie Daniele Gostini per il tuo apprezzamento, mi fa molto piacere, perché ho speso circa tre mesi per leggere e commentare la riforma Costituzionale, non è stato tempo speso male, mi permette di argomentare con un minimo di conoscenza.

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