Il Senato effimero

senato

Quante volte avrete sentito dire, dai fautori del si alla riforma costituzionale, queste parole:

Non è la migliore in assoluto ma è la migliore possibile.
Non mi piace ma la voto!
Sì, è davvero un testo “confuso” ma meglio di niente…

Tantissime persone che hanno le idee confuse e non riescono ad argomentare i benefici della riforma di fronte alle ragioni inoppugnabili del NO, si rifugiano in questa triplice scusa votando Si solo per atto di fede. Un po come quando ricordiamo che da giovani ne abbiamo fatte di cotte e di crude ma che eravamo anche incoscienti.
Queste persone sono convinte che il Senato verrà abolito con un significativo risparmio ai costi della politica. Niente di più falso! Se chi sta dietro a gli slogan leggesse bene come il nuovo art. 70 si accorgerà che il Senato non solo non viene abolito ma, seppur con meno delegati, avrà la legittimità di occuparsi e approvare moltissime proposte di legge entro dei tempi che sulla Carta saranno contingentati.
Fermo restando che presto e bene non stanno insieme, è doveroso sottolineare che con la riforma il nuovo Senato non verrà mai sciolto, i nuovi Senatori saranno espressione non dei cittadini ma della casta, sarà formato da consiglieri regionali e sindaci, nominati dai consigli regionali, quindi di seconda mano, chiamati a deliberare su un guazzabuglio di un federalismo che esiste solo sulla carta (appunto!) e non nella realtà dei fatti.
Insomma, i nuovi senatori che non percepiranno niente di più della loro paga dovrebbero recarsi almeno una volta al mese a Roma, non si sa per quanti giorni, tralasciando gli obblighi versi i loro cittadini per cui sono stati eletti.A Prato, per esempio, abbiamo la piaga dello spaccio e il nostro sindaco (che si sta ben impegnando sul territorio) dovrà andare a discutere…….sulla modifiche che la UE vuole applicare alla coltivazione delle mele nella zona di Trento! Io cittadino, preferisco di gran lunga che il MIO sindaco rimanga QUI, in città, dove è stato eletto, a risolvere i problemi locali. E sono convinto che se non fosse per l’impunità che fa gola a molti inquisiti, corcazzo che andrebbero in Senato a Roma  per lo stesso salario!
Nel nuovo Senato riformato vige la mancanza di democrazia per aver tolto l’elettorato passivo ai cittadini. Ai più è sfuggito l’assioma che ogni cittadino, compiuti i 40 anni, avrebbe avuto la possibilità di essere eletto senatore. Con la riforma questo non avverrà privilegiando sempre le vecchie volpi della politica.
In aggiunta a tutto ciò, voglio ripetermi ancora, i costi saranno ridotti per una parte infinitesimale se consideriamo che anziché i 500 milioni di risparmio sbandierati, alla fine saranno si e no solo 50
A questo punto voglio riassumere. Il popolo non avrà voce in capitolo sulla elezione dei senatori; il nuovo Senato rappresenterà in seconda istanza i territori, con persone già incaricate di altri compiti (infatti fino ad ora, le cariche di consigliere, sindaco e senatore erano incompatibili!) senza obbligo di mandato (anche il Bundesrat tedesco è eletto in seconda istanza, ma ha vincolo di mandato!); non avrà più la funzione legislativa su parecchie materie significative (come bilancio e legge finanziaria); non avrà più il controllo sul governo, che risponderà solo alla Camera dei Deputati eletta con il premio di maggioranza dovuto dall’Italicum

Ci vogliono trasformare in una repubblica delle banane, perché non sarà più una repubblica parlamentare dal bicameralismo perfetto e non sarà una repubblica semipresidenziale, ma sarà un ibrido che sommerà i difetti dell’uno e dell’altro sistema. E questa cosa, quelli che sono critici sulla riforma ma che alla fine la voteranno lo stesso a favore perché “poi” la si potrà modificare, la sanno benissimo. Ma non vi sembra strano che se vincessero i Si alla riforma, il governo che avrà la maggioranza assoluta alla Camera e senza il Senato tra i piedi, abbia voglia di cambiare ciò che gli ha permesso di vincere? I “vincitori” sarebbero ancora più convinti della bontà della riforma ed andrebbero avanti nelle loro ragioni!

Il governo Renzi e i sostenitori del Si sono tanto sicuri delle loro proposte? Allora ne prendano atto seriamente: in caso di vittoria del Si dimissioni del governo e nuove elezioni con le nuove regole!  E chi l’ha più lungo, se lo tiri!

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