E sarebbero bugie?

Mi sono imbattuto nella pagina degli “sportivi per la riforma” che la corrente renziana sta facendo passare assiduamente qui su Facebook. Ovviamente stiamo parlandoi di riforma costituzionale e ovviamente ognuno è libero di pensarla come vuole. Dato però che anche io sono libero di pensarla diversamente eccomi a confutare un articolo uscito sul loro sito dal titolo inequivocabile Le 9 grandi bugie del Comitato per il NO Già credere a degli sportivi che parlano di riforme sarebbe come credere ai favolosi e sempre più grossi lucci pescati da Sampei ma tant’é. Ecco a questi sportivi che esprimono le loro 9 bugie potrei contrapporre le 10 (una di più!) ragioni per il NO esposte qui da Alessandro Gilioli, caporedattore del gruppo editoriale L’Espresso, ma perderei il mio senso di critica.
Quindi cominciamo:
“Il comitato per il NO sta impostando una campagna molto rumorosa…” detto da quelli che hanno sempre il premier in televisione a esporre le ragioni del Si quasi senza contraddittorio è tutto dire!
Se la riforma tocca solo 47 articoli quali sarebbero gli altri che cambiano? E perché cambiano? Ma soprattutto se si modificano automaticamente non si arriva forse al 57% ??
Per onore di completezza di informazione gli articoli della Costituzione sono 139
Non entro nel merito della sentenza della Corte Costituzionale ma un governo legittimo dovrebbe essere stato votato dal popolo e non dal parlamento (art.1 della Costituzione)
Inoltre è interessante far notare che l’ultima volta che il popolo si è espresso è stato nel 2013 per le ultime elezioni politiche.
Senza entrare nel merito della sentenza della Corte Costituzionale è innegabile che seppur la legislatura sia valida, non è valido il metodo di elezione denominato Porcellum (e lo ammettono pure loro!)
Questa è l’apoteosi! Con l’Italicum il premier accumulerebbe una Camera e un Senato con una maggioranza decisamente sovrarappresentata e una minoranza decisamente sottorappresentata rispetto alla volontà dei cittadini.
Questa teoria, seppur tecnicamente vera giacché in nessun articolo sta scritto che si aumenterebbero i poteri del presidente del Consiglio, risulta però palesemente falsa nella sostanza per le conseguenze sopra elencate proprio per la disparità di forze tra maggioranza e opposizione. Insomma al prossimo referendum del 4 dicembre voteremo su come sarà il Senato mantenendo però la Camera allo stato attuale. E qui torniamo alle ragioni 1 2 e 3 di cui sopra.
Forse i nuovi senatori non avranno l’immunità (anche se sembrerebbe il contrario) ma di sicuro avranno tutti i benefit della casta. Si sono dimenticati di scriverlo questo?
Ecco, questo è l’unico punto che mi trova d’accordo dal punto di vista giuridico. Ma dal punto di vista etico, come cittadino che paga le tasse, mi ripugna che i miei soldi vadano in rimborsi elettorali. Per di più se ne vantano pure!!
Non per niente tutti parlano della riforma costituzionale Renzi-Boschi. Ma gli sportivi seguono i mass media? O solo quando c’é Renzi?
Comunque la riforma è stata approvata dal parlamento a forza di votazioni di fiducia da parte del Governo che ha trovato la sua sponda più naturale nell’ALA di Verdini. E questa non è una bugia! Ragassi mica siam qui a smacchiare i giaguari vé!
Forse per i referedum abrogativi si, ma per le leggi di iniziativa popolare le firme salgono da 50mila a 150mila. Alla faccia del popolo sovrano!
Facciamo due conti: Camera e nuovo Senato in seduta congiunta sarebbero 730 votanti. Per i primi 3 scrutini la maggioranza richiesta è di 2/3, del 60% dal quarto al 6° e la maggioranza assoluta dal 7° con 366-7 voti.
Considerando che con l’Italicum il partito di maggioranza disporrebbe già di 354 seggi alla Camera, questo significa che, con altri 12-13 voti esso, dalla settima votazione, potrebbe eleggersi il Presidente da solo. Anche perché è del tutto improbabile che il partito di maggioranza alla Camera, non disponga almeno di 1/3 dei 95 senatori provenienti dagli enti locali, il che significa una quota aggiuntiva di altri 31-32 voti cioè un pacchetto di partenza di almeno 385-6 voti, cioè una ventina in più di quelli necessari. Gli sportivi saranno anche bravi ma per i conti, beh, lasciamo perdere!
Doveroso aggiungere che con queste condizioni è ovvio che l’elezione del Presidente sarebbe decisa sostanzialmente da una maggioranza, pertanto avremmo un Presidente la cui genesi ne comprometterebbe dal nascere il ruolo arbitrale e di garante della Costituzione. Di fatto, godrebbe dell’autorevolezza di un qualsiasi funzionario di partito. Ma c’è di più: se per ipotesi nel partito/coalizione di maggioranza sortissero dissapori o liti il Presidente della Repubblica può nominare di propria iniziativa un massimo di altri 5 senatori che resterebbero in carica non a vita ma per almeno 7 anni. Non è dato sapere se possono essere anche rieletti gli stessi per più volte.
Le bugie avranno pure le gambe corte ma se sono smascherate poi, sono davvero spacciate!
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